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Perchè NON intitolare una via di Milano a Radetzky

settembre 5, 2012

Non si tratta di accademia e nemmeno di patriottismo. Qui si tratta di buonsenso. La questione nasce dalla proposta, riportata dal Corriere della Sera, di intitolare una via di Milano al maresciallo Radetzky. Ad avanzarla il proprietario di un ristorante, subito assecondato dal segretario leghista Bobo Maroni. La raccolta firme è già cominciata, quasi nel disinteresse generale. A riportare di nuovo l’attenzione sul problema è arrivata una lettera, sempre al Corsera, a cui ha deciso di rispondere Sergio Romano. L’autore – Gianmarco Mazzocchi – protesta perchè, pur lungi dall’essere la caricatura che tratteggiò la storiografia risorgimentale, Radetzky fu sicuramente un invasore che mandò a morte molti patrioti milanesi. Curioso che una delle tesi esposte da chi promuove la raccolta firme è che “avrebbe potuto fare di peggio”, magari un cannoneggiamento in stile Bava Beccaris. Sarò rimasto poco aggiornato sull’ontologia della toponomastica, ma non mi pareva che le vie si intitolassero per simili motivi.

Il maresciallo Radetzky, senza dilungarci, fu forse un grande personaggio storico, ma per gli austriaci. A noi milanesi delle sue vittorie contro Napoleone interessa solo fino a un certo punto. Più da vicino toccano la nostra storia gli scontri tra civili inermi e soldati austriaci, le provocazioni (famosa quella dei sigari, che si dice abbia dato il via alle cinque giornate), le impiccagioni e le deportazioni. Non che Radetzky abbia fatto niente di particolarmente efferato, vista l’epoca e vista la situazione. Ma che la città da lui governata nel ruolo di invasore straniero, che ha nella propria storia il mito dell’insurrezione del ’48 (sempre da Radetzky repressa), possa intitolargli una via sembra una cosa priva di senso.

Dunque nel nome dei patrioti caduti – in particolare di Amatore Sciesa, fucilato dagli austriaci per aver affisso dei manifesti che inneggiavano all’Italia e già titolare di una via – e del buonsenso, chiediamo che nessuna via milanese venga intitolata al feldmaresciallo austriaco. Ha già una marcia piuttosto orecchiabile e un bar fighetto in centro.

Tommaso Canetta

Qui il gruppo facebook dove si chiedono adesioni per osteggiare l’iniziativa filoasburgica

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2 commenti

  1. Mah, di questo commento mi piace il fatto di non essere esageratamente intriso di retorica e cecità nazionalistica, soprattutto in un periodo come questo dove al popolino si dà in pasto la retorica suddetta per tenerlo buono e muto (cosa che accadrebbe in tutto il mondo, mica solo in Italia). Ciononostante invito tutti A FIRMARE per questa iniziativa. Nella lettera al Corriere citata si paragona Radetzky a Hitler, non commento neanche una simile assurdità (di cui darà spero atto anche l’autore).
    Sorvolo sul fatto e 5 giornate sono state un episodio esageratamente mitizzato, con una trentina di morti in tutto (vado a memoria, correggetemi pure) di cui 2 terzi “austriaci” (cioè lombardi e milanesi in divisa bianca, non dimentichiamolo) e quindi una cifra neanche degna di nota per i tempi, e che tempo pochissimi mesi il maresciallo è rientrato tranquillamente in città, senza combattere, per rimanerci quasi altri 15 anni, la sua lungimiranza fu proprio di non combattere, e sterminare, i milanesi ma di ritirarsi fuori città. Ripeto una LUNGIMIRANZA quasi incredibile per i tempi. E poi chi sono i patrioti, chi è l’invasore straniero? Naturalmente i patrioti sono coloro che hanno difeso la causa di quello che successivamente si è rivelato il vincitore. Se nel caso oggi Milano fosse ancora austriaca, o francese, o spagnola, i patrioti sarebbero “gli altri”. I padri, nonni, bisbisnonni e prozii dei patrioti dell’epoca erano stati patrioti, e avevano combattuto, per l’Austria, per la Francia, per la Spagna e per il Ducato di Milano (entità praticamente sconosciuta nell’istruzione italica, dove la storia inizia con l’Impero Romano e finisce subito con il Risorgimento) perchè pensavano fosse giusto così e loro preciso dovere.
    Il tutto vale naturalmente anche per le storie, durate due secoli, delle varie lande poi ritrovatesi sotto il Tricolore: una cancellazione e una negazione sistematica in nome dell’Italia unita.
    Volendo venire incontro alle perplessità dell’autore possiamo fare così: intitoliamo una via al maresciallo e radiamo al suolo il locale, che pure a me sta pesantemente sui cosiddetti. Saluti.


    • Se radono al suolo il locale, possibilmente con certi vip chiusi dentro, possono intitolare una via anche a cecco beppe in persona.



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