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“I CELTI D’ITALIA E D’OLTRALPE” FANNO LITIGARE LEGA NORD E PISAPIA

marzo 10, 2012

Per chi non ci credesse lo spoil system esiste anche nelle mostre d’arte. I vincitori (politici) prendono le spoglie dei vinti anche per quanto riguarda esposizioni e musei: ad ogni cambio di giunta il programma culturale cittadino viene stravolto. La cosa è emersa a seguito delle vicende legate alla mostra, prevista a Palazzo Reale questo marzo, “I Celti d’Italie e d’Oltralpe”. Programmata dalla precedente giunta, è stata annullata da quella targata Pisapia. Subito è scoppiato un caso politico, con la Lega Nord – promotrice dell’iniziativa, tramite l’associazione culturale “Capodanno Celtico” – che accusava il sindaco di aver preso una decisione illegittima e ideologica.

Dal Comune hanno ribadito che la mostra non era stata affatto annullata. Più banalmente era stato proposto che si tenesse in un’altra data e in un altro luogo. In particolare, nel Palazzo della Ragione, che in base all’iniziativa MET (Museo Esteso nel Territorio) dovrebbe ospitare mostre che riguardino la storia di Milano e del territorio, mentre a Palazzo Reale andrebbero le grandi esposizioni internazionali. Dall’assessorato alla cultura specificano che la mostra sui Celti era stata mantenuta anche dall’attuale maggioranza a Palazzo Marino che aveva a tal proposito votato una delibera in Consiglio.

Fino ad ora, sempre secondo la versione data dal Comune, si era mantenuto un dialogo con i promotori della mostra, anche per risolvere gli inconvenienti pratici causati dallo slittamento. Solo di recente c’è stato un irrigidimento della loro posizione, fino ad arrivare alle accuse, alle polemiche, al titolo in prima pagina di giovedì scorso della Padania che accusava il sindaco Pisapia di “cancellare i Celti” in favore di Dario Fo.

A favore delle argomentazioni della Lega si deve comunque dire che una mostra organizzata e ideata pensando a uno spazio espositivo di circa 7 mila metri quadrati (Palazzo Reale), difficilmente avrebbe la stessa struttura e lo stesso impatto se costretta in uno spazio di circa mille metri quadrati (Palazzo della Ragione).

Quello che non sembra scandalizzare nessuno è che una questione come la cultura, e quindi anche il calendario delle mostre nei musei, sia in balia delle oscillazioni della politica. Eppure personale tecnico e competente, che al di là di ogni ideologia dovrebbe essere investito della responsabilità di queste scelte, abbonda in Italia.

Siamo ancora il Paese dei Guelfi e dei Ghibellini, nel senso che i discendenti degli uni hanno il potere di annullare le mostre che riguardano gli altri, e viceversa.

Tommaso Canetta

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6 commenti

  1. Viva i Romani,che
    hanno insegnato ai “celti nostrani”:
    a leggere,scrivere e far di conto;
    l’abc del diritto e l’arte ingegneristica
    delle costruzioni;
    a parlare gli odierni loro dialetti,
    (figli della gloriosa lingua latina).


    • caro amico, i romani avranno anche insegnato quello che a loro volta rubarono dai Greci, ma è evidente tuttavia che tu quelle lezioni non le hai colte, così come non hai colto (o forse non l’hai nemmeno letto) il senso dell’articolo.
      I celti hanno lasciato molto nel nord italia, la toponomastica parla chiaro:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Toponimi_celtici_d'Italia


    • se vogliamo puntualizzare, i Romani non hanno insegnato un bel niente di quello che hai citato né a celti nostrani né a celti esteri, anzi sono i Romani che hanno assimilato conoscenze dai popoli limitrofi, dai Sanniti ai Greci, dagli Etruschi ai Celti fino ai Veneti.
      I Romani semmai hanno esportato il loro stile di vita, ma ciò non è sempre stato un bene, anche a detta di autori antichi…


  2. Dici bene: é evidente che il lettore non ha colto affatto il senso dell’articolo che stigmatizza il vizio degli popolazione della penisola italica di schierarsi immancabilmente in fazioni contrapposte (probabile che non sappia neanche chi guelfi e i ghibellini), e non solo non ne coglie il senso ma mostra di essere un orgoglioso rappresentante di tale specie dicotomica


  3. è invece proprio ciò che mi scandalizza, e mi fa incazzare, il fatto che la cultura e la Storia in Italia sia in balia di correnti politiche che poi spesso ne abusano per i loro beceri fini…


  4. I Celti: probabili inventori della botte di legno, insegnarono ai popoli Italici la coltivazione dell’uva con la vigna, insieme ai Germani introdussero l’uso del sapone e dei pantaloni. Guerrieri tra i piu’ temuti in Europa, orafi e fabbri tra i piu’ rispettati e ammirati. Sapevano leggere e scrivere ma non avevano un loro alfabeto (adottavano quello dei popoli con cui entravano in contatto). Tutt’oggi nella nostra lingua e nei nostri dialetti sono presenti molti termini di origine celtica. Chi sa fare queste cose non e’ certo scemo: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f0/Parade_helmet.jpg



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