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PERCHE’ I TAXISTI LA FANNO SEMPRE FRANCA?

febbraio 22, 2012

E’ di oggi la notizia che i relatori hanno trovato un accordo sul decreto liberalizzazioni, in particolare sugli emendamenti condivisi che dovrebbero apportare alcune modifiche significative. Spicca l’ennesimo, inspiegabile cedimento alle pretese dei taxisti.

Il numero di licenze e il livello di tariffe non saranno decise da un’Authority indipendente e non eletta. Saranno i sindaci, il livello di potere più facilmente ricattabile dalla categoria dei taxisti, ad avere queste competenze. Com’è sempre stato.

Non cambia praticamente nulla e nulla potrà cambiare con questo sistema. Stante che per costi, servizio e diffusione il trasporto-taxi in Italia è modesto, facilmente rimpiazzabile e, in fin dei conti, praticamente inutile (almeno nella sua versione attuale, se funzionasse bene invece…), si può bollare il tuttto con un “E chi se ne frega!?”. Resta però lo sconcerto per come la categoria dei taxi riesca sempre a farla franca. Che armi di ricatto possieda, che santi in paradiso possa vantare, al di là delle evidenze delle scorse proteste, restano un mistero.

Tommaso Canetta

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3 commenti

  1. Dalla sua biografia pare essere persona sveglia,colta, istruita…. Evidentemente o ha imparato solo sterili nozioni o prevalgono i pregiudizi ideologici o le calza la figura di demagogo. In ogni caso se il governo accogliesse , come sembra , parte degli emendamenti richiesti e’ solo perche’ ha preso atto che il decreto iniziale era iniquo e penalizzante, percio’ sbagliato. Le ricordo infine che un’indagine delle ACI europee ha recentemente posizionato il servizio taxi di Milano al quarto posto quanto a gradimento ed efficienza.D’accordo comunque che tutto possa e debba migliorare….Il resto e’ livore , frustrazione e superficialita’ analitica. Saluti , Alessandro.


    • In che modo possa essere iniquo o penalizzante lasciare che a decidere di questioni tecniche, come numero di licenze e tariffe, sia un’autorità indipendente invece che un’autorità eletta, come i sindaci, per me è un mistero. Se altre considerazioni sulla qualità attuale del servizio sono risultate offensive me ne dispiaccio, ma resta il nocciolo centrale dell’argomentazione: ancora una volta una decisione di buon senso e che non era a priori minacciosa o devastante per la categoria dei taxisti è stata fermata in Parlamento. Da cittadino la cosa non può lasciarmi indifferente. Grazie comunque per la risposta pacata e argomentata. Saluti, Tommaso


  2. Chi meglio di un amministratore locale ha il polso del territorio e delle sue esigenze? Un nuovo ente con sede a centinaia di km di distanza forse? Mi puzza…… E poi essere un’autorita’ eletta invece di una imposta se non e’ un valore aggiunto mi sembra un paradosso in democrazia. Comunque , ripeto , tutto e’ perfettibile, soprattutto dove il disservizio e’ oggettivamente carente: in questo senso indicare il “modello Milano” in tema di conurbazione territoriale,doppie guide,flessibilita’ dei turni, taxi collettivo e tratte a tariffa fissa mi sembra gia’ un buon indicatore. Cordialmente, Alessandro



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