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GERMANIA, LA SOLUZIONE E’ L’UNIONE EUROPEA

febbraio 14, 2012

La crisi della Grecia è in primo luogo colpa dei Greci, questo non va dimenticato. Conti truccati, sprechi, assistenzialismo, evasione, corruzione chi più ne ha più ne metta. Ogni popolo in fondo ha la classe politica che si merita, e noi italiani ne sappiamo qualcosa. Non si può però negare la responsabilità della Germania, che col suo atteggiamento di populismo interno si è rifiutata di intervenire come sarebbe stato necessario al principio della crisi, e ora è massimamente corresponsabile della spirale in cui si avvita l’Unione.

Nelle analisi di questa fase convulsa per l’Europa, sulla scorta delle considerazioni sopra dette, si rischia però di fare delle inopportune semplificazioni. Spesso si è parlato dello scontro in atto tra rigore e crescita, con la Germania tutta tesa a imporre il rigore in virtù della sua superiore forza economica. Non è esattamente così, o quantomeno non solo.

La Germania ha la strada particolarmente facile non solo perché, a differenza degli altri Stati europei, cresce a ritmo sostenuto, ma perché le sue politiche rigoriste sono perfettamente in linea col passato dell’Unione europea. L’Unione ha da sempre puntato tutto sulla stabilità dei prezzi, sul controllo dell’inflazione, sul rispetto dei parametri di Maastricht per quanto riguarda, deficit, debito e pil. La crescita è sempre rimasta più o meno implicita alle politiche del mercato unico, ispirate alla concorrenza ed al libero scambio.

Necessariamente da qui deve passare ogni progetto di rilancio della crescita nazionale ed europea. Da un ulteriore rafforzamento di quanto mettiamo in comune con gli altri Stati, rendendo ancora più facili e “normali” gli spostamenti tra Stati di persone, merci e capitali. In un’epoca di crisi la spinta naturale è quella di chiudersi nel proprio recinto, stuzzicare la paura del nemico e dello straniero, diffondere teorie del complotto. Invece la soluzione è esattamente l’opposto: aprirsi di più, riscoprire le ragioni per unirsi e non dividersi, sforzarsi ad accettare l’altro e il diverso. Solo uniti abbiamo delle speranze. Questo sì che si potrebbe, e dovrebbe, rinfacciare alla Germania.

Tommaso Canetta

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