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SCHETTINO SCARCERATO: NESSUNO SCANDALO

gennaio 18, 2012

Provare pietà per il capitano Schettino è quasi impossibile. Però quando si diffonde un clima da gruppo facebook “penadimorteper…” la reazione naturale dovrebbe essere la preoccupazione se non il disgusto. Anche perché questo orrore, che degrada i criminali da esseri umani a bestie, è padre di tante altre pericolose deviazioni.

Oggi per esempio molti quotidiani scrivono della “scarcerazione” del capitano Schettino e del suo affidamento agli arresti domiciliari. Già ieri sera si sentivano commenti del tipo “io impiccherei anche il giudice”. Sentimenti corroborati oggi dalla lettura di titoli come “E’ già a casa sua a Sorrento” o “Ha abbandonato anche i disabili”. E allora è necessario combattere ancora una volta la battaglia (persa) per spiegare che la pena e le misure cautelari sono cose diverse.

La pena arriva al termine del processo e svolge, tra le altre, anche una funzione punitiva. E’ assolutamente necessario che arrivi dopo la sentenza perché fino a quel momento, come dimostrato di recente dal caso di Michele Misseri “Orco Necrofilo”, anche le ammissioni (o attribuzioni) di colpa più limpide possono essere ribaltate.

Allora vediamo a cosa servono le  misure cautelari (quando, per intenderci, chi è accusato sta in carcere o ai domiciliari anche se non è ancora arrivata una sentenza). La loro funzione è quella di impedire a chi è inchiodato da “gravi indizi di colpevolezza” di commettere altri crimini, di inquinare le prove e di fuggire prima della sentenza.

Che il capitano Schettino riesca ad affondare un’altra nave pare improbabile. Che possa inquinare le prove altrettanto. Si potevano nutrire dei dubbi sul pericolo di fuga. Ma ora ci sono 60milioni di italiani – e non si sa quante centinaia di milioni di stranieri – che conoscono perfettamente la sua faccia, e addirittura la sua voce. Difficile pensare che possa sparire nel nulla.

La decisione del giudice probabilmente è stata sofferta, perché se non è cieco e sordo si sarà accorto del clima che gira nel Paese e avrà anche previsto certe conseguenze. Ma visto che per fortuna le toghe obbediscono alla legge e non all’opinione pubblica, il gip avrà ritenuto di non poter fare altrimenti.

Per chiudere, anche il fatto che “Schettino” stia diventando sinonimo di “infame” non è un buon segno. Ricorda quando “Girolimoni” negli anni ’30 diventò sinonimo di “pedofilo”. Probabilmente non sarà il caso di Schettino, ma Girolimoni alla fine si scoprì che era pure innocente.

Tommaso Canetta

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One comment

  1. Complimenti signor Tommaso almeno lei mi conforta ho gia condiviso sin dal primo giorno il suo pensiero e avendolo espresso pubblicamente sono stato aggredito in malo modo
    la mente umana resta sempre un mistero e nessuno dico nessuno
    puo giudicare se non prima si sia mai trovato in condizioni analoghe anche se non estreme come quelle del comandante schettino al quale auguro un futuro diverso di quello che i piu anno auspicato
    Aldo Canale



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