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EVASORI A CORTINA, BENE MA NON BASTA

gennaio 5, 2012

Nessun cittadino onesto può fare a meno di gioire sentendo le notizie che arrivano da Cortina. Una retata di Equitalia che ha portato a scoprire (senza suscitare molto stupore) l’esistenza di poveri – a giudicare dalla dichiarazione dei redditi – con auto di lusso, o la diffusa allergia di molti commercianti a battere lo scontrino fiscale. Era il segreto di Pulcinella ma finalmente qualcosa si è fatto, un triplice hurrà. Non tutte le reazioni di giubilo però sono uguali…

Leggendo oggi il Corriere della Sera, a pagina 13 c’é un articolo di Pierluigi Battista sull’argomento, che si conclude con queste parole: “Blitz intelligenti e spiritosi, la lotta all’evasione fiscale si fa così. Altro che terrore”. Nel resto del pezzo il giornalista sostiene che non serva l’atteggiamento inquisitorio da parte dello Stato nei confronti dei cittadini comuni, ed in particolare del ceto medio, ma che è meglio operare in modo chirurgico contro questi poveri-ricchi, soliti furbetti ed evasori totali.

Premesso che nessuno vuole impiccare il signor Rossi che sbaglia a fare la sua dichiarazione dei redditi, magari per poche decine di euro, e che tutti dovremmo essere assolutamente favorevoli ad un aumento sostanzioso della frequenza di questi blitz contro i grandi evasori, tuttavia l’atteggiamenti di Battista pare profondamente sbagliato.

In un Paese in cui si evade un quinto del Pil, per una cifra che si aggira intorno ai 120 miliardi di euro (più di tre volte la manovra salva-Italia), e in cui gli evasori sono sia imprenditori ricchissimi che dichiarano zero, che macellai, dentisti, avvocati, idraulici, artigiani, allevatori, negozianti, panettieri, medici etc etc, non è pensabile che si possa sconfiggere l’evasione con i “blitz intelligenti e spiritosi”. Servono le misure drastiche, servirebbe una riforma complessiva della fiscalità (magari passando a un sistema “all’americana”: aumentano le tasse (es. +2%) ma si permette una deduzione di qualsiasi spesa – dimostrata – superiore all’aumento (es. -4%), in questo modo chiunque avrebbe interesse a far registrare qualsiasi pagamento effettuato – scontrini e ricevute finalmente sarebbero chiesti sempre – e nel medio periodo si abbasserebbe anche la pressione fiscale), serve una campagna educativa, anche mediatica, nei confronti dell’intero Paese. Illudersi che l’evasione sia una questione che riguarda pochi grandi ricchi disonesti sarebbe controproducente.

Detto ciò servono anche gli attacchi mirati in stile Cortina. E fanno pure parecchio godere.

Tommaso Canetta

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