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“FASE 2” E LIBERALIZZAZIONI

dicembre 28, 2011

Sarà la volta buona?

Dopo la pausa natalizia il governo Monti è già pronto a tornare al lavoro. Oggi è previsto un consiglio dei ministri e, probabilmente, sarà l’occasione per discutere dei provvedimenti della così detta “fase 2”. Della riforma del mercato del lavoro si è già scritto (vedi), l`altra gamba di questa nuova tornata di provvedimenti dovrebbero essere, ancora una volta, le liberalizzazioni.

Taxisti e farmacisti erano riusciti a scampare la tagliola al primo giro, ma la reazione indignata di gran parte dell’opinione pubblica ha spinto il governo a  promettere una seconda carica contro queste corporazioni. Servizi pubblici, trasporto locale, energia, poste: sono molti i settori in cui sembra che finalmente il governo voglia mettere mano. Restano per ora in disparte gli Ordini professionali, che hanno già ottenuto l’ammorbidimento del termine del 13 agosto 2012 (non più “o riforma o abolizione” ma “o riforma o vi leviamo qualche prerogativa”), che godono di ampia protezione in parlamento (Cicchitto, Pdl, ha già chiarito che le liberalizzazioni non devono essere “piccole punizioni contro certe categorie”).

Saranno quindi questi ultimi giorni di dicembre 2011 e i primi del gennaio 2012 a dire quanto il governo saprà e soprattutto potrà fare per aprire il mercato alla concorrenza e abbattere i privilegi dei pochi. Fino ad ora il fuoco di sbarramento in Parlamento è riuscito a castrare ogni iniziativa (tranne quella che liberalizza gli orari per tutti gli esercizi commerciali in tutte le città, non solo in quelle d’arte). Vedremo se la regola, assai teorica, per cui se a pagare sono tutti le resistenze sono minori.

Tommaso Canetta

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2 commenti

  1. Buonasera, scusi ma cosa siamo dei topi ?
    Per caso della selvaggina ?
    o cos’altro ?
    Scampati alla “tagliola” ?
    Sic !
    Ma che termine infelice !
    Sui taxi

    “… Certo che il taxi può costare meno, se i taxisti invece di essere parte di un ceto medio-basso che, lavorando duramente, porta a casa uno stipendio decoroso (certo non altissimo) fossero dei lavoratori a cottimo sfruttati che dormono per strada! Ma io credo sarebbe meglio farlo crescere questo ceto medio, piuttosto che umiliarlo laddove esiste. Certo che un pallone di cuoio, cucito a mano da un bambino a Giacarta, può costare anche molto meno al supermercato… ma che criterio di valutazione sociale è mai quello della soddisfazione del consumatore? E poi, al di là della questione etica, oggi sappiamo bene che i beneficiari storici delle liberalizzazioni sono da sempre i grandi oligopoli. Un oligopolio di grandi compagnie con centinaia di taxisti dipendenti, di grandi studi professionali, di banche e assicurazioni o di grande distribuzione colma gli spazi di mercato che le liberalizzazioni aprono. Sappiamo anche bene che i prezzi diminuiscono (forse) in un primo momento ma poi aumentano a dismisura, così come a dismisura aumentano sfruttamento dei lavoratori, stress e dipendenza degli utenti, proprio come avvenuto con il mercato della telefonia mobile…”

    Ugo Mattei: “Contro l’ideologia delle liberalizzazioni”
    Fonte: ilmanifesto.it
    30.12.2011


  2. I Taxi nei paesi che hanno liberalizzato il servizio pubblico costano meno che in Italia, è inutile trovare giustificazioni che dimostrano il contrario.



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