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SALLUSTI, FACCI E FERRARA: RASSEGNA STAMPA DEL GOLPE

dicembre 21, 2011

Ieri il Capo dello Stato ha dato la sua interpretazione di quanto accaduto negli ultimi mesi in Italia. Di più, ha dato una lavata di capo piuttosto energica a tutti quelli che avevano parlato, con toni più o meno accesi, di “democrazia sospesa” o di “golpe” e simili.

Oggi era dunque ovvia una reazione da parte di chi, a ragione, si è sentito come schiaffeggiato pubblicamente da Giorgio Napolitano. In puro spirito di rassegna stampa, riportiamo alcuni stralci dagli editoriali de il Giornale, Libero e il Foglio.

Il governo Monti…è il punto di approdo di chi, per oltre tre anni, ha lavorato, giorno dopo giorno, per far cadere Berlusconi e ribaltare il risultato elettorale senza passare per le urne. (…)Non prendiamoci in giro. Non si lasciano banche, rettorati e relativi compensi dalla mattina alla sera per spirito di servizio. Per cui è vero che la democrazia non è stata sospesa, ma è certamente stata raggirata, presa in giro e beffata. Nella forma tutto è a posto, nella sostanza si è trattato di un piano diabolico orchestrato proprio dal Quirinale e andato in porto sulla debolezza generale del quadro politico. Napolitano ha realizzato il suo sogno  di ex comunista: liberarsi di Berlusconi.

Alessandro Sallusti, Il Giornale

Giorgio Napolitano ha una coda di paglia grande come il Quirinale (…). Ora potrebbe anche piantarla di pontificare. (…) La volontà popolare non è stata tradita perchè non è stata proprio considerata. (…)Napolitano…ha vinto. Però quelli che vogliono stravincere sono insopportabili, lui e tutto il codazzo di Repubblica.

Filippo Facci, Libero

Non abbiamo fatto demagogia attribuendo alla sua azione politica in favore di un governo tecnico di fine legislatura secondi fini, in conflitto con la irresponsabilità politica fissata per la presidenza della Repubblica, come privilegio e come limite, dalla Carta costituzionale(…). Nel merito della questione lei sa che abbiamo fondamentalmente ragione(…). Lei, signor presidente, deve accettare la verità delle cose, e non si può limitare a richiami formali tanto severi quanto inappropriati. Nel 2008 abbiamo scelto un governo…un capo dell’esecutivo, il cui nome campeggiava sulla scheda elettorale: caduto quel governo, occorreva eleggerne un altro(…).

Giuliano Ferrara, il Foglio

 
Qualcuno spieghi a Sallusti che sembra uscito da “Il dottor Stranamore” (“Mandrake, lei sa cos’è la fluorocontaminazione?”) e a Facci che se Napolitano pontifica adesso, è perchè qualcuno non è stato zitto quando era il momento (meglio star zitti e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio). Quanto a Ferrara, checché ne dica l’elefantino rosso, mettere il nome del candidato premier sulla scheda non introduce nel nostro ordinamento l’elezione diretta del medesimo. Ma del resto non si può essere troppo severi con questi tre signori. E’ la reazione stizzita di chi ha appena preso un ceffone.

Tommaso Canetta

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