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NAPOLITANO, I FIGLI DEGLI IMMIGRATI E I DEFICIENTI NOSTRANI

novembre 24, 2011

Non è difficile immaginare Giorgio Napolitano, chiuso nelle stanze del Quirinale, mentre dolcemente ma in modo inesorabile tira testate a un muro mormorando: “sono circondato da deficienti”.

Sulla scrivania sono appoggiate le agenzie di stampa che battono le reazioni alle sue parole di martedì sui bambini figli di immigrati nati in Italia. Quelle riguardanti la Lega Nord probabilmente giacciono accartocciate nel cestino, le altre sono sparpagliate in disordine, ma due sono cerchiate in rosso:

La Russa: “Se c’è qualcuno che fa finta di sostenere appassionatamente Monti, ma in realtà vuole già creare le condizioni perché cada subito ha trovato la strada giusta: quella di proporre che questo governo affronti il tema della legge sulla cittadinanza”.

Cicchitto: “La priorità del nuovo governo riguarda i temi economici”.

Il presidente della Repubblica, staccatosi dal muro, guarda meditabondo il sole che scende sui colli di Roma. Ma com’è – s’interroga – che nessuno ascolta mai quello che dico? Eppure, sono sicuro, ero stato chiaro. Io ho proprio detto:

Penso che anche questo (l’argomento dell’integrazione dei bambini, figli di immigrati, nati in italia, ndr) possa affrontarsi come tema del prossimo futuro in un Parlamento che vorrei fosse pienamente cosciente del fatto che adesso si apre un campo di iniziativa anche maggiore che nel passato.  In sostanza oggi c’è una distinzione abbastanza  netta tra governo e parlamento, e il parlamento ha dei campi a sé riservati nei quali il governo, anche programmaticamente, si promette di non intervenire con proprie decisioni e proprie proposte.

(v. filmato, min. 6.30)

Ma più chiaro di così!? Allora com’è che questi fenomeni continuano a tirare in ballo il governo? Possibile che dopo anni di legislazione fatta a colpi di decreto legge si siano dimenticati che è il Parlamento l’organo legislativo dello Stato? Possibile che non abbiano colto il messaggio che, proprio perché il governo si occuperà di altre cose, il Parlamento potrebbe legiferare su alcuni temi importanti? Sono sordi o sono…

In quel momento un segretario bussa alla porta ed entra. “Ecco un’altra agenzia signor Presidente”. Mentre porge il foglio al suo superiore il segretario ostenta nervosismo, quasi una preoccupazione affettuosa. Napolitano abbassa gli occhi sul foglio e legge:

Castelli al Presidente della Repubblica: “La sua mi sembra una posizione anti libertaria nei confronti di quei bambini e di quei genitori stranieri a cui Lei fa riferimento, che si vedrebbero privati della libertà di una scelta. Onestamente, se io avessi dovuto vivere all’estero per esempio per lavoro e lì fossero nati i miei figli, non avrei assolutamente voluto che essi diventassero cittadini, che so, brasiliani o statunitensi. Ritengo pertanto, anche in nome della libertà individuale, che gli stranieri nati in Italia debbano avere il diritto di essere cittadini del loro Paese d’origine”.

Napolitano non impreca, è un signore. Non si scompone, è veramente un signore. Non gli viene da balbettare “Ma…ma…”, è il capo dei signori. Si limita ad accartocciare l’agenzia e a buttarla nel cestino. Saluta il segretario che prende commiato e torna al suo muro, lo accarezza teneramente, e ricomincia a dare testate rassegnate. “Sono circondato da deficienti”.

Tommaso Canetta

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