h1

MONTI NON FA MIRACOLI, MA BERLUSCONI FACEVA SFRACELLI

novembre 23, 2011

Il miracolo non c’è stato. Non è bastato il nome di Mario Monti per far tornare lo spread tra titoli italiani e tedeschi sotto quota 400, o meglio ancora. Da quando Berlusconi si è effettivamente dimesso, il 12 novembre, il grafico che monitora il differenziale tra i titoli del debito nostrano e teutonico procede a saltelli. Ogni tanto si avvicina e sfora di poco quota 500, poi riscende fino quasi a 450, risale, riscende e via così.

“Ma allora il problema non era Berlusconi”, tuonano gli amici del Cavaliere. “Monti non ha affatto risolto la situazione, potevamo anche andare a votare”, affermano rincarando la dose. Quello che sembrano ignorare è che, a fronte di aspettative molto alte, le dimissioni di Berlusconi hanno comunque sortito un qualche effetto.

Se si osserva il grafico, si vede chiaramente come da maggio a novembre lo spread si sia innalzato vertiginosamente. Se si richiama alla memoria l’andamento del differenziale nei giorni dell’annuncio di dimissioni del presidente del Consiglio in un imprecisato futuro e dell’imminente voto (questa era la posizione inziale di Berlusconi e del suo partito), si può constatare come lo spread avesse accelerato in modo preoccupante verso soglia 600 punti. Il tutto in un contesto europeo decisamente meno stressato, in cui Francia e Spagna non venivano a loro volta attaccate pesanemente.

Dunque, al di là di ogni ideologia, l’arrivo di Monti ha ottenuto un risultato immediato: fermare la corsa verso l’alto dello spread. Se il paziente si stava avviando a passo di carica verso la morte, ora è in condizioni gravi ma stabili. Ogni tanto migliora (poco), ogni tanto peggiora (sempre poco). Grandi balzi in un verso o nell’altro per ora non se ne sono visti.

Dunque la smettano i cortigiani più realisti del Re di gridare allo scandalo. Se Napolitano non avesse imposto la soluzione Monti ora avremmo una situazione ben peggiore.

Tommaso Canetta

Annunci

2 commenti

  1. Si ma che ce ne facciamo di uno spread pari a 450 punti e con il rischio incombente di una ultratassazione immotivata? Ma siamo matti? Avere un governo tecnico così avido di tasse non migliora certo la situazione di noi italiani. C’è da considerare che togliendo l’ICI i comuni hanno alzato le rette delle mense degli asili di circa il 30% i trasporti pubblici nella maggior parte di Italia costano oggi 1,50 Euro e non più 1,00 Euro come due anni fa, la disoccupazione è in aumento e gli stipendi sono sempre gli stessi. Con questo putiferio economico che danneggia i più poveri, il pessimo governo tecnico pensa a reintrodurre l’ICI sulla prima casa, tassando così ulteriormente i poveri. Non ho mai votato per Berlusconi me ne guardo dal farlo, ma a questo punto devo gridare VIVA BERLUSCONI!!!


    • Se avessimo uno spread oltre 600, l’Italia che sprofonda in una crisi irreversibile e l’euro e l’Unione europea che collassano, non sarebbe peggio? Non solo e non tanto per gli italiani di oggi, ma per quelli di domani.
      Il governo tecnico ha comunque dichiarato che intende avere come proprio pilastro, tra gli altri, l’equità. Ora aspettiamo di vedere lunedì i primi provvedimenti e nei mesi successivi quel che seguirà. Il fatto, però, che proprio oggi sui giornali si parli di “reddito minimo garantito” mi pare un segnale sul fatto che i più poveri non saranno dimenticati.
      Tommaso Canetta



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: