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Meno male che Giorgio c’è

novembre 10, 2011

Uno dei giorni più bui per l’Italia e l’economia italiana è stato anche uno dei giorni più luminosi per la sua tenuta istituzionale.

Berlusconi a “Mattino 5” aveva dichiarato di “aver dato la propria disponibilità a dimettersi”, che “15 giorni o forse anche 30 sarebbero serviti per approvare la legge di stabilità” e che “la strada principale sono le elezioni anticipate”.

La reazione dei mercati è cosa nota. La reazione di Napolitano è un capolavoro, un sussulto di forza e dignità che ha dato sollievo a tutti gli italiani dotati di buon senso. Riassumibile, parafrasando un popolare sketch comico, con: “Mo’bbasta veramente”.

Tre rapide mosse: primo, rassicurare tutti che non esiste alcuna ambiguità sul fatto che Berlusconi si dimetta. Secondo, altro che 15-30 giorni, la legge di stabilità (da cui derivano le dimissioni del presidente del Consiglio) sarà approvata entro questa settimana. Terzo, la mossa più “politica” e sottile, nominare Mario Monti senatore a vita.

Questo destro-sinistro-uppercut (per usare i termini del pugilato) sembra aver mandato al tappeto (sembra, perchè coi politici italiani mai dire mai) le tentazioni sfasciste diffuse ancora ieri, specialmente nella maggioranza. L’ipotesi di un governo Monti che vari le riforme impopolari ma necessarie sta prendendo quota. Nella speranza, onestamente non molto confortata dai primi dati di oggi sullo spread, che non sia troppo tardi.

Tommaso Canetta

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