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Dimissioni? Le leggi del Berluscaspread

novembre 7, 2011

Prima Legge del Berluscaspread: tra le possibilità che Berlusconi si dimetta e l’andamento degli indici di Borsa sussiste un rapporto di proporzionalità diretta. All’aumentare delle prime, salgono i secondi.

Seconda Legge del Berluscaspread: tra le possibilità che Berlusconi si dimetta e lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi sussiste un rapporto di proporzionalità inversa. All’aumentare delle prime, cala il secondo.

Prima Bechis (vicedirettore di Libero) via twitter, poi Giuliano Ferrara sull’on line de Il Foglio. Sono i “suoi” che ormai danno per certo un passo indietro di Berlusconi. Peccato che bastino poche ore perchè dall’interessato giunga la smentita: “Le voci di mie dimissioni sono destituite di fondamento e non capisco come siano circolate”.

Quello che colpisce, e lo sottolineano diversi autorevoli siti di informazione, è l’andamento parallelo della Borsa e dello spread rispetto alle chance che il governo cada. Ne facciamo un rapido resoconto:

La Borsa apre alle 9 del mattino e subito l’indice Ftse Mib inizia a calare. Da una partenza iniziale di 15187.85 punti si scende al minimo di 14937.09 punti. Poi si riassesta verso le 11 a circa 15.200 punti.

Guardando il grafico si nota che alle 11.15 circa l’indice fa un balzo incredibile. In circa un’ora guadagna oltre 600 punti. Ma cos’è successo a quell’ora?

E’ successo che su Twitter Franco Bechis annuncia le dimissioni del presidente del Consiglio. Poco dopo gli fa eco Giuliano Ferrara.

E’ un ora di entusiasmo sui mercati, anche lo spread coi titoli tedeschi cala (finalmente e non di molto). Con qualche assestamento si arriva all’una scarsa con il Ftse Mib poco sotto i 15800 punti. Bastano pochi minuti dopo la smentita di Berlusconi (“Non mi dimetto, voglio vedere in faccia i traditori”), che ecco l’indice perdere di colpo 200 punti (e lo spread ricomincia la sua marcia verso l’alto).

Da qui in poi l’andamento della Borsa è incerto, ogni tanto sale e sembra quasi tornare ai massimi livelli di giornata (a voler pensar male c’è una coincidenza con la rettifica di Ferrara alla smentita di Berlusconi: “Si dimette subito dopo la fiducia”), ogni tanto ricade. Allo stesso modo lo spread, che comunque è sempre pericolosamente vicino ai 500 punti (e gli interessi pagati sempre più vicini al famigerato 7%, che fu il ciglio del baratro per Grecia e Irlanda), è in altalena.

Da qui, la Terza Legge del Berluscaspread: c’è perfetta identità tra l’andamento dei grafici di mercato e le speranze degli italiani di liberarsi di Berlusconi. 

Tommaso Canetta

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