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Abolire l’esame d’avvocato? Probabilmente no

luglio 4, 2011

Si è già scritto della paventata abolizione dell’esame da avvocato e oggi, sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella ci emula parlando della situazione generale degli Ordini professionali. Pur trattando solo marginalmente la questione dell’esame da avvocato, dall’articolo emergono alcune considerazioni.

Primo, i problemi dell’esame dipendono soprattutto da un conflitto di interessi tra esaminatori ed esaminati. In Gran Bretagna, ci informa Stella, ai vertici dell’Ordine stanno anche studenti e, soprattutto, consumatori. In Italia ci sono quelli che hanno tutto l’interesse ad escludere concorrenti più giovani e più bravi dal mercato.

Insomma, l’Ordine andrebbe riformato se lo si vuole mantenere, e con esso l’esame di Stato. Non lo si vuole fare? Almeno si abolisca l’esame, e se si è tanto in pena per l’eventuale ingresso in massa di avvocati “peones” sul mercato, con rischi per l’affidamento dei consumatori, allora si riformino le facoltà di Giurisprudenza, introducendo il numero chiuso come già avviene per Medicina. Un test accademico fatto da accademici (puri se possibile, cioè non anche avvocati) sarebbe sicuramente più oggettivo, anche se non sarebbe ovviamente esente dai mali endemici di qualsiasi esame si tenga in Italia. Con tutto che, come dimostrato da un’indagine de il Sole 24h (“Classe forense, i numeri da sfatare”, 28 aprile 2009), in Italia non è che ci sia un numero di avvocati così smodatamente più alto che nel resto di Europa (ad eccezione della sempre citata Francia).

Ma ecco perchè queste riforme non si faranno mai. Su 952 parlamentari 134 sono avvocati. Una lobby di tutto rispetto. Toccare uno degli Ordini professionali, significa mettere in fibrillazione anche tutti gli altri. Stante che i liberi professionisti iscritti agli ordini sono poco meno di 4 milioni di persone (un partito quindi che raggiunge quasi il 10% dell’elettorato), quale partito potrebbe affrontare di petto il problema? Tanto per non essere stupidamente ottimisti, nessuno. Nessuno potrebbe resistere al fuoco di sbarramento di una simile macchina da guerra.

A meno che la pressione dell’opinione pubblica non diventi tale da rendere “politicamente” conveniente fare le riforme.

Tommaso Canetta

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11 commenti

  1. io abolirei questo esame xchè x superarlo anche se si è molto bravi ci vuole davvero un santo in paradiso x superarlo ne so qualcosa


  2. E’ giusto abolirlo x’ è tutta una falsità!! Io ho sostenuto lo scritto per due volte a Milano ed in questa sede ho assistito a commissari che dettavano il compito, che cercavano con il proprio cell. su internet la soluzione per poi riferire il tutto ai loro prediletti oltre a correggerlo materialmente. Ma vi è di più, avendo passato lo scritto ho SUBITO la prova orale in cui alla persona prima di me, avendo svolto la praticate forense presso lo studio di uno dei commissario (ho saputo il tutto dopo), le è stata cambiata la domanda per ben 3 volte, sino a quando finalmente ha risposto e….. ha superato l’esame. Stranamente io NO. E vi assicuro che avevo studiato molto, mi sentivo veramente preparata, il problema è che non si comprendeva il senso delle domande e che sono stata esaminata dallo stesso commissario su 4 materie!


  3. FACCIAMO QUALCOSA PER ELIMINARE QUESTO INUTILE ESAME


  4. Questo esame lo passano quasi tutti.
    Di che state parlando?
    L’ipotesi di eliminazione dell’Esame da avvocato è una ridicola idea di chi non voglia di studiare e di Confindustria che vuole abbattere i costi professionali.
    Non è vero che ce lo chiede l’Europa per il semplice motivo che l’esame esiste in ogni paese europeo; faceva eccezione la sola Spagna cui proprio la CEE ha imposto di istituirlo.
    Smettete di dire che ci vuole il Santo in Paradiso per superare l’esame perchè è totalmente falso.


    • Se escludiamo forse solo la Francia, in tutti gli altri paesi europei l’esame di abilitazione è strutturato in maniera ben diversa rispetto a come avviene in Italia.
      Nel Regno Unito, ad esempio, questo si sostanzia, fondamentalmente, in un confronto “fra pari” in cui il candidato espone quanto ha appreso nel corso del tirocinio formativo.
      E’ vero, anche in quel contesto sono dovute delle prove scritte, ma con modalità assolutamente diverse.

      Inoltre, sarebbe interessante capire perchè l’ipotesi di eliminazione sarebbe “ridicola”, essendo del tutto inconferenti le tesi addotte con riferimento a “chi non ha voglia di studiare” e sulle richieste della Confindutria.
      Per quanto riguarda il primo aspetto, si tratta di un esame con un’aleatorietà talmente alta che la preparazione (la quale deve comunque essere presente) non è conditio sine qua non per potersi abilitare; bensì solo uno dei tanti elementi, peraltro nemmeno il più incisivo, che entrano in gioco quando si partecipa a questa, mi si conceda il termine, “lotteria”.
      Di poi, per quanto concerne la problematica attinente la Confindustria, in realtà si tratta di un falso problema che è abbondantemente confutato da ciò che prevedono le regole di mercato: il monopolio e l’oligopolio fanno bene solo a chi lo esercitano, di contro danneggiano i clienti.

      Se un Professionista è davvero “bravo” – e non è una commissione composta dai propri diretti concorrenti a stabilirlo – non dovrebbe avere alcun timore a confrontarsi con uno, cento o un milione di competitors.


  5. PENSO CHE MARIO MONTI SIA LA PERSONA GIUSTA PER CONTRASTARE IL PESO POLITICO DI POCHI BARONI CHE SOTTO LA TONACA DEL DIFENSORE VUOLE ESCLUDERE DAL MERCATO – LIBERO – ALTRI CHE CON PARI DIGNITA’ VOGLIONO LAVORARE ED ESERCITARE IL DIRITTO AD ESISTERE. SONO, PERSONALMENTE PER L’ABOLIZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI , SUBITO.


  6. Si tratta di un tema particolarmente complesso che suscita pure reazioni viscerali.
    I sostenitori dell’esame di Stato, asseriscono che questo garantirebbe maggiore tutela per i clienti, i quali dovrebbero trovarsi di fronte a professionisti qualificati. Inoltre, sempre lo stesso fronte, difende il livello di “meritocrazia” derivante da tale prove, secondo il classico assunto che gli abilitati sono “bravi”, mentre i non abilitati sono “somari”.

    A ben vedere, si tratta di argomentazioni particolarmente sterili.
    Tralasciando il vizio sottostante il fatto che l’ingresso nel mercato della professione forense sia demandato alla valutazione effettuata dai propri concorrenti (!), la comune esperienza ed i dati che emergono dallo stesso Ordine dimostrano una realtà ben diversa.
    In primo luogo, è indubbio che i clienti non hanno mai vantaggi in un mercato chiuso, che opera in regime di mono od oligopolio. D’altra parte, se la preoccupazione è realmente quella di “tutelare” chi si rivolge ad un Avvocato, basterebbe introdurre (come è appena accaduto) l’obbligatorietà di stipulare un’assicurazione obbligatoria.
    Inoltre, a giudicare dal numero di cause civili che vengono intentante ogni anno contro iscritti all’ordine forense, non sembra che dall’esame di Stato esca esclusivamente il fior da fiore dell’intelligentia giuridica italiana. E’ indubbio che il livello di aleatorietà sottostante la prova di abilitazione è talmente alto che la preparazione (che ci deve essere, si badi bene) è un elemento che incide per meno del 50% sulle effettive possibilità si superare uno sbarramento in cui incidono, banalmente, le capacità di resistere per tre giorni in una “batteria” del tutto simile a quella in cui vengono messi i polli per l’allevamento intensivo; la fortuna e l’italica arta del saperi arrangiare.

    In buona sostanza, l’esame di Stato, così come è strutturato oggi, non garantisce alcuna tutela nè per i clienti, nè per i giovani che desidererebbero entrare in questo mercato.

    Personalmente, sarei per l’abolizione tout court dell’esame, magari con una selezione più severa all’Università: sia il mercato a fare la selezione, non i propri competitors.
    Se poi questo argomento risulta un tabù, almeno si abbia il buon gusto di non essere ipocriti e dire le cose come stanno: chi lo difende, ha il solo interesse di tutelare il proprio orticello; tutto il resto conta molto poco.


  7. allora parliamo piú propriamente di riforma dell’esame, non di abolizione.
    Condivido la definizione di idea ridicola con riguardo alla totale abolizione di ogni selezione.
    l’affermazione secondo cui l’attuale esame é gestito dalla corporazione é totalmente priva di fondamento e strumentale.
    Affermare invece che dovrebbe essere riformato é indubbiamente piú realistico.
    la stessa Ministro Severino ha chiarito che liberalizzare non significa consentire a chiunque di esercitare la professione di avvocato.
    Se tutti i dottori in giurisprudenza partoriti dalle università italiane dovessero improvvisamente diventare avvocati si creerebbe una situazione paradossale.
    L’esame inoltre é previsto dalla costituzione.
    Cerchiamo di non approfittare del grave stato di difficoltà del nostro Paese per sostenere iniziative distruttive e degenerative.


    • Perchè sarebbe strumentale l’affermazione che l’attuale esame è gestito dalla corporazione?
      Mi sembra un dato di fatto che le commissioni esaministrici, per la maggior parte, sono composte da Avvocati. Ossia dai potenziali concorrenti del candidato abilitato (!).
      E’ come se il rilascio di licenze per produrre software sia demandato ad una valutazione effettuata dalla Microsoft. Per carità, ora mi si dirà che la libera professione è ben altra cosa rispetto alla mera pratica commerciali, però, ad ogni buon conto, nessuno lavora per la gloria, bensì per trarne un profitto.

      Inoltre, volevo sapere quale sarebbe l’effetto paradossale derivante dalla possibilità che i laureati in giurisprudenza diventino direttamente avvocati.

      Da oggi fino ad aprile scadranno 200mld di BTP e dobbiamo sperare che gli investitori li rinnovino, perchè altrimenti le corporazioni che oggi esistono ed hanno bloccato l’economia del nostro paese per decenni, a furia di difendere il loro orticello, si troveranno a coltivare solo ortiche.
      La Costituzione si può cambiare, non mi sembra sia un dogma immodificabile.
      BCE e UE hanno chiesto proprio di eliminare ogni limitazione all’accesso alle libere professioni.
      Quando il mercato è libero, si hanno soli vantaggi.


  8. Secondo me se in Italia aboliscono l’esame da avvocato si azzera completamente lo spread (ma cos’è ‘sto spread?) e riparte in attimo l’economia mondiale.
    Non servono manovre, non serve riformare le pensioni, non serve combattere la globalizzazione, non serve il governo tecnico, serve solo abolire l’esame da avvocato in Italia e consentire finalmente a tutti di esercitare la professione forense.
    quando dico tutti intendo proprio tutti: baristi, idraulici, farmacisti, maghi, prostitute, gay, ex-calciatori, agenti immobiliari, metalmeccanici, fruttivendoli etc etc. … altrimenti che liberalizzazione è?
    Realizzate finalmente il vostro sogno, eliminate la corporazione degli avvocati (solo quella mi raccomando, magistrati, notai, farmacisti, docenti universitari, politici, preti, etc. etc. possono tranquillamente essere salvati) ed il mondo diventerà un Paradiso terrestre.
    Ascoltate ciò che dice la BCE … non penserete mica che quelli della BCE siano degli idioti ( …. ) guardate dove ci hanno portato e capirete infatti cosa sono ( …. )


    • In realtà la corporazione dei farmacisti ha subito un duro colpo, attesa la liberalizzazione de facto dell’esercizio della loro attività: con l’abbattimento del quorum e la constestuale liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C pure nelle parafarmacie, si è sostanzialmente annullata la differenza che intercorreva tra queste ultime e le prime.

      Adesso toccherà anche alle altre corporazioni: notai, commercialisti, tassisti e… avvocati 😉

      Stendo invece un velo pietoso sulla provocazione che lanci in merito al tuo concetto di “liberalizzazione”: che non trova alcun riscontro in letteratura e, invero, dimostra pure una poco chiara conoscenza del fenomeno sotto il profilo squisitamente economico.

      Ciò detto, non credevo che l’omosessualità fosse una causa di esclusione per l’esercizio della professione forense…



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