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Caro Vendola, basta ammucchiate

giugno 8, 2011

Ancora oggi su Il Corriere della Sera, Nichi Vendola propone di abbandonare gli schemi vetusti della politica e pensare ad un’unione di Sel, Pd e Idv.

Come ha ben scritto Gramellini nel Buongiorno su La Stampa di ieri, è cominciata la campagna del centrosinistra per perdere le prossime elezioni.

Premesso che in politica da sempre vale la regola per cui 2 + 2 non fa 4 (nè 5, ma al massimo 3 e mezzo…), non si capisce come l’elettorato di centrosinistra, tradizionalmente diviso e litigioso, possa votare un unico listone in cui convivono Di Pietro, Follini, Vendola, Barbato, Fioroni e Grillini.

La difficile mediazione spetta ai partiti, non all’elettorato. Già il Pd ha mostrato le difficoltà di far convivere culture diverse, figuriamoci cosa potrebbe succedere se si aggiungessero la “narrazione” di Vendola e il giustizialismo di Di Pietro. Forse alla maggioranza degli elettori dei tre partiti la fusione potrebbe anche piacere, ma se le minoranze punissero nelle urne l’esperimento il calo di voti sarebbe significativo. Se all’elettorato poi dovessero seguire i dirigenti in disaccordo, si avrebbero comunque partiti esterni al “listone”, ancor più radicali di quelli attualmente esterni al Pd.

Sfugge comunque il motivo per cui un mix di partiti diversi, anche se convogliabili (a forza) in un’alleanza, dovrebbe avere una qualche capacità attrattiva sull’elettorato esterno a quello già esistente. Avere un partito che intercetti i voti a sinistra, uno che raccolga le scalmane del giustizialismo, e uno capace di intercettare i voti di altri schieramenti (non essendo obbligato a posizioni estreme) forse è uno schema che meglio si adegua alla realtà italiana. Anzi, forse tre simboli potrebbero essere comunque pochi.

La corsa (quasi) solitaria del Pd nel 2008 è stata un fallimento. Non si capisce l’ostinazione del centrosinistra a ripetere gli stessi errori. Già l’ipotesi “listone” avrebbe delle controindicazioni con una legge elettorale che consenta all’elettore di esprimere le preferenza. Con l’attuale Porcellum è semplicemente un suicidio.

Tommaso Canetta

 

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2 commenti

  1. e quindi? viva l’UdC? perchè oltre IdV, SeL, Pd gli unici papabili sembrerebbero Casini, il brodoso Rutelli (che costò Roma) e “il compagno” Fini. Tre che già non stanno del tutto bene insieme, chissà se mescolati a Di Pietro e Vendola fanno quadrare il cerchio..


    • ma no, alleanza pd-idv-sel sì, unica lista no, si perdono voti perchè si scontentano consistenti fasce di elettorato dei vari partiti



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