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Ma quanto è esilarante il Giornale?

maggio 25, 2011

Da quando a Milano la Moratti ha preso una sonora legnata al primo turno, leggere il Giornale è diventata una fonte inesauribile di divertimento. Ammesso che ne fossero mai stati in possesso, hanno perso il lume della ragione. Fatto sta che ad oggi se gli servissero il senso del ridicolo su un piatto d’argento con contorno di spinaci, non lo riconoscerebbero.

Nell’edizione del 25 maggio (titolo di prima pagina “L’Islam marcia sul Duomo”), quattro giorni al ballottaggio, il duo Magdi Cristiano Allam-Mario Giordano regala non solo una sequela di contenuti caricaturali, ma anche di espressioni esilaranti. Il tema è sempre l’islamizzazione di Milano, questa volta in chiave di critica alla chiesa ed ai cattolici che non riconoscono in Pisapia un pericoloso anticristo.

Cominciamo con Allam. Nel suo commento “Che orrore il patto con i fanatici di Allah” si leggono una serie di invettive che forse anche l’ultima Oriana fallaci avrebbe definito eccessive. “Da noi i cristiani o comunque i figli anche degeneri della civiltà cristiana, accomunati dall’essere succubi del relativismo, buonismo e islamicamente corretto, sono come ossessionati dal voler elargire moschee”, attacca a testa bassa il nostro Cristiano, che prosegue: “il cardinale Tettamanzi converge con Pisapia, emblema della scristianizzazione, nel volere innalzata la cupola e il minareto sui cieli di Milano”. E come può Tettamanzi osare tanto se Pisapia è “favorevole all’aborto, all’eutanasia, al matrimonio omosessuale, alla droga di Stato?” si chiede sgomento Allam. E qui, dopo aver stabilito che “la nostra civiltà è laica e liberale grazie al cristianesimo”(sic), passa all’invettiva finale, un capolavoro che nemmeno Guzzanti in Fascisti su Marte. “Diciamo no alla mega moschea che trasformerebbe Milano nella nuova Mecca del terrorismo internazionale! Diciamo no al patto scellerato dei catto-comunisti che hanno svenduto l’anima (!) e vorrebbero trasformarci in succubi dei fanatici di Allah!”. È proprio vero che i convertiti sono i fanatici più feroci…

Ma passiamo all’altro mastro parolaio del quotidiano di famiglia Berlusconi, Mario Giordano. Premesso che metà dell’effetto comico si ottiene già solo leggendosi mentalmente l’articolo con la vocetta acuta di Giordano, passiamo a vedere che virtuosismi retorici ci regala l’ex direttore di Studio Aperto.

Mettiamo in fila gli appellativi elargiti dal Nostro ai cattolici che sostengono Pisapia. Si comincia con “I fraticelli del convento rosibindi&C”, che hanno “scritto il loro Cantico delle creature rifondarole”; si passa ai “compagnucci di Dio”; si prosegue con “i companeros di sagrestia” e si finisce con i “rosibinderos”. A me questo giovane vecchio dalla voce di eunuco comincia anche a stare simpatico.

A parte gli appellativi ha tutto un lessico astioso e fantasioso che merita rispetto. “La diocesi di Milano aveva pensato bene di lanciare un richiamo alla città secondo il Vangelo di Repubblica”, accusa Giordano. “Da qualche tempo sul sagrato del Duomo si ha l’impressione che possa succedere di tutto: bivacchi di musulmani, preghiere alla Mecca, consacrazioni islamiche. Purchè non parli Berlusconi alla festa del Milan”. Insomma, Tettamanzi non viene risparmiato. Ma è su Pisapia che si scatena tutta la furia (vi prego, immaginatevelo che urla infuriato) dell’editorialista del Giornale. “È andato alle Acli a sciogliersi in salamelecchi nei confronti dei cattolici, manco fossero degli immigrati musulmani”; “il mullah Pisapia è subito diventato Gran Sacerdote, l’amico degli islamici si è trasformato in un fratello di fede, l’ex amico dei rivoluzionari è un compagno devoto. In nome del padre, del figlio e dei centri sociali”. Capolavoro. Ma ecco l’elenco di cosa si rischia sostenendo Pisapia: “gay pride, unioni omosessuali, sfascio della famiglia tradizionale, leggi pro trans gender, eutanasia e suicidio assistito, camere del buco, droga libera e pratica dell’aborto su larga scala, come metodo contraccettivo”. L’Armageddon praticamente. Ma ecco la sferzata finale di Giordano: Pisapia “garantirà il rispetto della cultura cristiana? O quella la si può tranquillamente sacrificare sull’altare di Maometto e dei gay pride?”.

Nella testa dei lettori del Giornale ormai gli zingari sono islamici, gli islamici sono gay, i gay sono zingari, insomma un casino. E allora tutti a votare. Deus Vult!.

Tommaso Canetta

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One comment

  1. Applausi



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