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La Destra accusa di estremismo Pisapia, ma scorda Alemanno e Tosi

maggio 24, 2011

Che la Destra italiana ritenga i suoi elettori degli emeriti imbecilli non è una novità. Diverse campagne elettorali sono state vinte con promesse mirabolanti e con spauracchi più o meno consunti. Berlusconi si è specializzato nel dichiarare una cosa un giorno e smentirla il giorno dopo (dando la colpa ai giornalisti). Ma in queste elezioni comunali a Milano, oltre all’intero repertorio del tema “chi mi vota evidentemente ha il cervello sotto formalina”, si è anche vista la strategia (non nuovissima ma sempre piuttosto buffa) del bue che dice all’asino cornuto.

Rinfacciare a Pisapia il passato di vicinanza all’estrema sinistra quando il sindaco della capitale è Gianni Alemanno (ex neofascista) e il ministro della Difesa è Ignazio La Russa (nemmeno tanto ex) presuppone una disinvoltura da capocomico, oppure la tranquilla certezza che ormai per gli italiani i fascisti sono i buoni e i comunisti i cattivi.

Se poi il pulpito da cui parte la reprimenda per la presenza nell’alleanza a sostegno di Pisapia di partiti di estrema sinistra, è lo stesso da cui venne il sostegn alla giunta Tosi a Verona, si sfiora il grottesco. Per chi non se lo ricordasse, Falvio Tosi (secondo un’indagine del Sole 24 ore il terzo sindaco più amato d’Italia) fu eletto con l’esplicito sostegno dell’estrema destra veronese. La stessa estrema destra neonazista che quando gioca l”Hellas Verona non perde occasione per mostrare croci uncinate e intonare cori razzisti. E i legami di Tosi coi neonazisti non sono certo solo congetture astratte: il sindaco veronese, dovendo scegliere due rappresentanti del comune per l’Istituto Veronese per la Resistenza (!), ha optato, tra gli altri, per Andrea Miglioranzi, detto “Andron”, un militante dell’organizzazione neonazista Veneto Fronte Skinheads ed appartenente al gruppo musicale veronese nazi-punk Gesta Bellica. Questo galantuomo, appartenente al Msi,  è stato eletto nella lista di Tosi. Fortunatamente, emerso lo scandalo, si è dimesso almeno dall’Istituto.

Sorvoliamo sui singoli episodi di violenza che a Verona, ma anche a Roma, si sono verificati da quando è andata al potere la destra (che pure sono numerosi e inquietanti). Resta lo sgomento per una fazione che stigmatizza, in modo dozzinale e probabilmente controproducente, il supposto estremismo rosso dell’altra parte, quando è totalmente cieco sull’estremismo nero in casa propria.

Tommaso Canetta

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