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L’Inno dei Responsabili e altre storie dell’orrore

maggio 6, 2011

Ci mancava l’inno dei Responsabili. La povera Euterpe, musa della musica e della poesia lirica, probabilmente sta cercando un dirupo dell’Elicona da cui buttarsi. Forse si è già appesa una pietra al collo e guarda sconsolata il proprio riflesso nella fonte Castalia pensando con nostalgia a Gianni Drudi. Già l’inno di Forza Italia era parecchio brutto. “Meno male che Silvio c’è” poi, non ne parliamo. Speravamo di aver toccato il fondo con “Silvio forever”, non il film, ma l’atroce ibrido tra una canzone di Arisa dopo la lobotomia e un motivetto country che ha subito spopolato su youtube.

La cosa più sconcertante è come, mettendo una musichetta spensierata ed un coretto di voci allegre, si riescano a far passare in cavalleria le banalità più idiote e le affermazioni più deliranti. Per dire, è stata fatta una canzone per candidare Berlusconi al Nobel per la Pace. Con tanto di tenore.

Ecco un altro aspetto imbarazzante. C’è una schiera di cantanti, compositori e musicisti che si presta a queste vaccate. Ora, anche supponendo che abbiano un mutuo da pagare, dei figli da sfamare, delle vecchie madri da accudire, ma anche accontentando il Capo non potevano fare qualcosa di meno emetico?

Cito:

“Siamo milioni ed un unico Dio, un grande coro e dentro ci sono anch’io” (Inno dei Responsabili); “Viva l’Italia, l’Italia che ha scelto di credere ancora in questo sogno. Presidente siamo con te…” (Meno male che Silvio c’è); “Nobile e giusto, tu ci piaci per questo, sei il pensiero che ci guiderà” (Silvio Forever); “L’Abruzzo si risveglia incredulo, la neve e il sole che si incontrano, e la tua mano è qua. C’è un presidente, sempre presente che ci accompagnerà” (La Pace Può).

Tutto questo infarcito di cori gospel, ukulele, assoli, applausi ritmati e chi più ne ha più ne metta. Il cervello, incredulo, non sa come difendersi dall’assalto contemporaneo di un testo che è un’arma di distruzione di massa, di una musica da villaggio estivo e, nel malaugurato caso che abbiano infierito anche da questo punto di vista, delle immagini che scorrono.

Se esiste una legge del contrappasso, nella prossima vita tutti i responsabili (non solo quelli con la R maiuscola) di questo orrore verranno legati alle casse woofer di un concerto dei Cannibal Corpse. Nel pogo, di sicuro, si distinguerebbe Euterpe.

Tommaso Canetta

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One comment

  1. (dall’intervista di Caporale a Scilipoti, su repubblica di oggi)
    C: “Dio, fraternità e amore”
    S: “Sono le parole cardine del mio movimento. Con l’obiettivo fisso al crocifisso, all’identità cristiana del nostro Paese”
    (direi che Livio Turlà può andarsi a nascondere)



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